Il medagliere finale con cui si conclusero le Olimpiadi del 2008 a Pechino, vedeva al primo posto classificarsi i padroni di casa della Cina con il numero maggiore di medaglie d’oro vinte, ben 51, mentre per numero totale di medaglie si aggiudica il secondo posto la bandiera a stelle e strisce con 110 medaglie, contro le 100 della Cina. L’Italia quell’anno chiuse al 9° posto con 8 ori, ma quest’anno tira tutta un’altra aria in quel di Londra 2012. Si, perché le Azzurre sono partite per la capitale con tutta un’altra filosofia, grinta e preparazione atletica, che le ha già viste conquistare ori e onorificenze degni di grandi atlete. Non sono solo gli outfit creati dalle case di moda e la bellezza stessa delle atlete ad essere ammirate sui luoghi di gara, ma sono sopratutto le loro doti in ogni disciplina praticata. Infatti l’Italia dallo scorso 27 luglio, in cui sono cominciati i giochi olimpici, si è al momento già aggiudicata ben 6 medaglie d’oro posizionandosi al 6° posto, per un totale di 14 medaglie. Chissà che non arrivi tra le prime.

E’ Jessica Rossi a vincere la finale del tiro a volo specialità trap, dominando la gara con un solo errore su cento tiri. La gara di skeet olimpico femminile non c’è mai stata a Londra, ma piuttosto c’è stata la luminosa esibizione del puro talento di una ragazza italiana di vent’anni. 99 piattelli rotti su 100 lanciati, cento colpi sparati con estrema determinazione, record del mondo e sopratutto record olimpico, che le ha aggiudicato una splendente medaglia d’oro, come un sole appeso al collo. Vittoria dedicata alla sua città Crevalcore, in provincia di Bologna, e a tutta l’Emilia, devastata da quei violenti terremoti di Maggio e Giugno, che hanno infranto i sogni di tante persone, ed è quella stessa avventura che le ha dato la forza di vincere, quando ha sparato l’ultimo colpo, potendo così salire sul podio ed entrare di diritto nella storia dello sport, frantumando tutti i record possibili fino a quel momento. Classe ’92, la giovane di Crevalcore ha esordito in campo internazionale nel 2007 a soli 15 anni partecipando ai campionati mondiali di tiro. Già il secondo anno si classifica 6° ai mondiali e 5° ai campionati europei. A creare stupore è stata la sua vittoria nel 2009, portando a casa la vittoria del campionato italiano, europeo e mondiale, aggiudicandosi due secondi posti nella Coppa del Mondo di tiro nel 2009. Un grande futuro si prospetta per questa piccola grande campionessa.

Squadra d’oro anche per il fioretto femminile ottenendo sul palcoscenico di Londra 2012 la vittoria italiana tutta in rosa. Dopo il triplice podio azzurro nell’individuale, l’Italia conquista un oro nel torneo a squadre con un dominio assoluto. Le azzurre hanno dato lezioni di scherma praticamente a tutte le avversarie. Contro le russe si sono battute Valentina Vezzali, con tanta voglia di riscatto dopo il bronzo nell’individuale, è la donna italiana più medagliata alle Olimpiadi nello sport azzurro, eguagliando il record di 19 medaglie d’oro tra Mondiali e Olimpiadi detenuto da Edoardo Mangiarotti. Le prime medaglie d’oro cominciò a vincerle ad Atlanta nel 1996, dove conquistò l’argento nella prova individuale e l’oro in quella a squadre. Nelle edizioni successive la campionessa di Jesi ha vinto 3 medaglie d’oro consecutive sia in quella individuale che in quella a squadre, ottenendo un oro anche nel 2000 e il bronzo a squadre nel 2008. Il suo palmares è davvero ammirevole e irraggiungibile completato da 6 titoli mondiali nella prova individuale, con 2 argenti e 3 bronzi, e 7 titoli mondiali nonché 3 medaglie d’argento nella prova a squadre. La sua carriera è talmente ammirevole che è stata la portabandiera della squadra italiana nella cerimonia d’apertura di queste Olimpiadi.
Elisa di Francisca, apparsa in forma smagliante sia per sicurezza che per capacità atletiche, è riuscita a tenere a bada l’avversaria festeggiando così la sua prima Olimpiade con una medaglia d’oro sia nella prova individuale che in quella a squadre. Campionessa del mondo a squadre a New York 2004, Antalya 2009 e Parigi 2010, è diventata campione mondiale anche nella competizione individuale conquistando il bronzo nel 2009 e l’argento lo scorso anno a Catania.
Le altre due azzurre a comporre il team sono Arianna Errigo e Ilaria Salvatori. Alle prime armi ma già campionessa del mondo a squadre nel 2009 e nel 2010 la prima, aggiudicandosi l’argento nel 2011 a Catania e a Parigi nel 2010 nella gara individuale. Durante questi giorni ha ottenuto l’argento nell’individuale e l’oro a squadra con il suo team. Anche la Salvatori non è da meno avendo conquistato nel 2008 il bronzo olimpico a squadre salendo in pedana per il terzo posto in sostituzione di Giovanni Trillini. A Parigi nel 2010 ha ottenuto l’oro a squadre ai campionati Mondiali raggiungendo l’argento a Catania lo scorso anno. Qui a Londra è subentrata nell’ultimo giro di battute ad Arianna Errigo, nella finale contro le russe senza perdere un colpo, contribuendo all’oro epocale. Quattro donne che fanno della scherma e in particolare della specialità del fioretto italiano, il simbolo femminile per eccellenza, tanto ineguagliabile quanto meraviglioso.

Nel volley le Azzurre non si lasciano battere un colpo. E’ così che riescono a portare a termine la partita, e a Casa Italia la vittoria. Questa è la seconda delle azzurre nel volley e la seconda vittoria per Eleonora Lo Bianco, pallavolista della nazionale italiana. Dopo la vittoria d’esordio sulla Repubblica Domenicana, fa seguito la vittoria delle azzurre sul Giappone per 3-1. Match spettacolare, dove le squadre si sono date battaglia sia sul piano difensivo che su quello d’attacco. L’Italia ha vinto grazie alla forza collettiva del team, e ai muri e agli attacchi di Lucia Bosetti. La preparazione delle pallavoliste è straordinaria tanto da riuscire a battere anche Gran Bretagna e Algeria per 3-0. Eleonora Lo Bianco è vista tra le migliori in campo, lucida in regia e precisa in difesa. Purtroppo nell’ultima giornata della fase a gironi del torneo femminile di volley, l’Italia trova la prima sconfitta contro la Russia, e lasciando alle avversarie la vetta della Pool A, si posiziona al secondo posto. Un incontro-scontro combattuto e chiuso al tie-break, dove le azzurre, dopo una partenza ottima, aggiudicandosi il primo tempo e annullando 5 set point alle russe, soffre al secondo match consentendo alle avversarie di riportarsi in parità.

Ovviamente a Londra 2012 sono volate anche le Farfalle Azzurre della Ginnastica ritmica e le Azzurre della ginnastica artistica. Ottima prestazione nella qualificazione dell’Italia nella ginnastica artistica nella finale del concorso generale individuale. Vanessa Ferrari e Carlotta Ferlito entrano nel novero delle migliori ginnaste del mondo. La Ferrari arriva sino all’8° posto con un punteggio di 57.999 (miglior prestazione al corpo libero), la Ferlito invece chiude al 21° posto con 55.098 nella rotazione dell’all around. La gara per la Ferrari non è ancora finita in quanto l’azzurra ginnasta è attesa alla finale del corpo libero il 7 agosto, e vedremo come si posizionerà.

Le Farfalle della squadra di ritmica invece, arrivate a Casa Italia a Londra, disputeranno le loro gare in programma a partire dal 9 agosto. Il team è composto da Elisa Santoni, Elisa Blanchi, Anzhelika Savrayuk, Romina Laurito, Julieta Cantaluppi, Marta Pagnini e Andreea Stefanescu. Ultimamente le Farfalle Azzurre sono state le protagoniste di uno spot della Edison sport azzurro insieme al rugbista Martin Castrogiovanni. Nelle Olimpiadi di Pechino, quattro anni fa, avevano chiuso tra le lacrime un amaro 4° posto, ma se è vero che “una farfalla batte le ali a Pechino e a New York arriva la pioggia invece che il sole”, secondo la teoria del caos, allora potrebbe anche accadere che il sole arrivi proprio qui, a Londra, splendente e chiaro a spazzar via le nubi cinesi dando onore al merito delle ginnaste. Così come anche l’allenatrice, in molte interviste, sottolinea che ha preparato una squadra di vere campionesse. Una squadra affiatata quindi, con un obiettivo ben preciso, ovvero vincere e riscattare quel posto che a Pechino si è dissolto come in una nuovola di fumo.
Mai come quest’anno, le Olimpiadi 2012 segnano una presenza femminile mai annoverata prima, e lo sport è sempre più donna. E’ segno che i tempi cambiano e questo è dimostrato dal fatto che il 43,5% degli atleti azzurri, sono donne. Questo non vale solo per l’Italia ma anche per tutti gli altri paesi, quasi un fatto sociale. E’ infatti, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, che proprio tutti i paesi avranno almeno una rappresentanza femminile. Notizia annunciata dal Comitato Olimpico Internazionale. Per la prima volta anche Qatar, Arabia Saudita, Afghanistan e Brunei hanno riconosciuto il diritto alle donne di poter partecipare ai giochi rappresentando la propria nazione. Una vera e propria svolta epocale. Dal Qatar è la campionessa di tiro Bahya al-Hamad, ad essere stata scelta anche come portabandiera, per rappresentare la quota rosa nella delegazione olimpica. In rappresentanza del Brunei c’è Maziah Mahusin, 19 anni iscritta alla gara dei 400 ostacoli. Per l’Arabia Saudita, paese che più di tutti si è opposto alla presenza femminile nelle Olimpiadi, saranno presenti ben due donne, la judoca Wojdan Ali Seraj Abdulrahim Shahrkhani, sul tatami indossando una cuffia nera, non potendo indossare per regola di gara il velo, e Sarah Attar nell’atletica correndo per gli 800 metri. L’importante per queste donne non è tanto vincere ma l’essere riuscite a partecipare ad un evento di tale importanza, dando così l’esempio per tutte le altre donne invitandole a praticare sport. Questo è stato un passo molto importante, significa aver infranto barriere culturali e religiose che in quei paesi vieta loro, anche di praticare sport.
